Tutto iniziò quando eravamo meno sviluppati degli animali ed utilizzavamo il colore per sopravvivere: un ricordo ancestrale che è rimasto fissato nel nostro cervello.

colori hanno ancora oggi un grande effetto su di Noi. Un bel fiore ha colori brillanti che ci comunicano un’emozione. Un’ape ci vede luce ultravioletta (invisibile ai nostri occhi) che è lo spettro di luce che le indica che lì dentro c’è del cibo. Quando eravamo al livello delle api, sapevamo che rosso e arancio significavano nutrirsi. Il verde significava sicurezza (le grandi chiome gli alberi ci regalavano protezione). Quando il cielo era azzurro, ci donava una sensazione di benessere, perché prospettava  tempo buono …

colori sono tantissimi, e tutti meravigliosi. Ognuno ha un fascino misterioso ed un significato profondo. La nostra propensione per un colore piuttosto che un altro rispecchia un nostro determinato stato d’animo, una particolare situazione che stiamo affrontando, esprime quel che noi stessi siamo o vorremmo essere.

L’uomo, da sempre, riesce attraverso una dimensione simbolica a rappresentare aspetti inconsci della propria percezione oppure ad esprimere concetti difficili: un simbolo esprime molto più di quanto si possa comunicare utilizzando le parole.

Il colore è la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello quando assorbono le radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità nel cosiddetto spettro visibile (la luce). La sensazione che viene recepita dal cervello ha effetti sul nostro organismo e sul nostro atteggiamento psicologico inteso come valutazione generica e duratura di persone, oggetti e situazioni: questa è la psicologia del colore.  La visione dei colori è un processo percettivo molto articolato e personale, condizionato inevitabilmente da cultura, ideologia e religione. Chiama in causa anche la “struttura biologica” del soggetto vedente.

Il colore è un elemento fondamentale del codice visivo che ci aiuta nella comprensione della realtà, ed ha una grossa responsabiltà nel determinare umore e stati d’animo, fornendo informazioni che agiscono sul nostro sistema nervoso, influenzando la nostra percezione e le nostre sensazioni. I colori, quindi, evocano non solo differenti emozioni ma esprimono anche un’ampia gamma di sentimenti che spaziano da un polo positivo ad uno negativo. La nostra “tavolozza cromatica personale” dipende dal modo in cui percepiamo i colori esterni e da quali concetti emozionali associamo loro inconsciamente, sia sulla base del nostro personale vissuto, che dall’influenza del contesto culturale a cui  apparteniamo.
Su questi concetti si basa la cromoterapia, disciplina che poggia le sue fondamenta su principi analoghi a quelli che condizionano l’individuo nella scelta del colore degli abiti da indossare sulla base di un proprio stato d’animo. Secondo la cromoterapia, i colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare un loro equilibrio, e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e di guarirlo addirittura da alcune patologie.

Risulta piuttosto difficile tradurre i colori universalmente in sentimenti specifici. Esistono però modelli comunicativi ampi che è possibile utilizzare in molti casi. Appurato che le emozioni hanno molto a che vedere con la vendita di un prodotto, per esempio, è indiscusso che sia possibile indirizzare, attraverso l’uso di elementi visivi, la volontà di acquisto di un cliente verso un certo prodotto piuttosto che un altro. Esiste quindi un linguaggio che se opportunamente utilizzato può contribuire a decretare il successo o il fallimento di un prodotto. Il 92,6% dei consumatori dichiara infatti, che il colore è l’elemento principale che veicola il proprio acquisto, mentre solo il 5,6% afferma che la sensazione fisica attraverso il senso del tatto è più importante. Udito e olfatto attirano solo lo 0,9%.

Per esempio: il rosso e l’arancione sono conosciuti come intensi colori emozionali, che stimolano l’aumento del battito cardiaco e del respiro. Inoltre, applicati nel settore alimentare, incoraggiano i consumatori a mangiare di più e più velocemente. Ecco perché molti leader del settore della ristorazione scelgono come colore aziendale proprio il rosso (uno su tutti la catena McDonald’s). Il blu, invece, è un colore estremamente rilassante e positivo, che stimola il cervello a rilasciare ormoni calmanti, produce una sensazione di benessere, di tranquillità e di pace, è il colore della riflessione, del pensiero razionale, della calma. Istintivamente ispira fiducia soprattutto nelle sue tinte più tenui. I consulenti di moda raccomandano di indossare il blu nei colloqui di lavoro, proprio perché simboleggia la fedeltà. Il verde, distensivo e riposante per gli occhi, è il colore più rilassante dello spettro. Da sempre considerato il colore della natura, anch’esso, è molto positivo ed esprime sensazioni piacevoli e rassicuranti: ispira fiducia, soprattutto se in una tonalità scura, per questo è utilizzato spesso nei progetti che hanno a che fare con aziende del settore assicurativo, finanziario o legale. Il grigio è l’emblema della praticità e solidità senza tempo. Il marrone, rappresenta la terra. I suoi toni richiamano l’affidabilità. È simile al blu ma con significati maggiori di neutralità, credibilità, forza e maturità. Il nero è il colore dell’autorità e del potere, della stabilità e della forza. Non c’è niente di più minaccioso di una squadra di persone tutte vestite di nero. Già il colore da solo trametterà automaticamente al cervello che è meglio lasciar perdere.

Molti colori hanno effetti bi-polari. Ogni colore bi-polare ha un significato positivo e uno negativo, a seconda di come lo si utilizza.
Il Rosso simboleggia passione, amore, calore, energia ed eccitazione (tratti positivi), ma simboleggia anche aggressione. Studi hanno verificato che il rosso eleva la pressione sanguigna e la respirazione. Sappiamo che ha anche l’effetto di stimolare le persone a prendere decisioni rapide, aumentandone le aspettative. Ha inoltre una grande capacità di attirare l’attenzione. Se da una parte il blu rappresenta solitudine, tristezza e depressione, dall’altra trasmette saggezza, fiducia e lealtà. Così questo colore si utilizza quando si ha bisogno che il pubblico entri in sintonia con quello che si sta dicendo, sentendo di potersi fidare.

Il concetto che i colori siano associati ad emozioni e stati d’animo ben definiti è, da sempre, sfruttato dalle arti visive e soprattutto nel cinema e nella fotografia, per suscitare sensazioni più profonde ed intime nel pubblico, provocando stati d’animo subliminali.
Un regista cinematografico deve utilizzare tutti i mezzi che ha a disposizione per “manipolare” le sensazioni dello spettatore inducendo lo stato d’animo che vuole trasmettere nel suo film. Questa è un’operazione complessa. Usare suoni forti e improvvisi, ad esempio, può generare panico. La stessa cosa vale per un montaggio veloce e frenetico o una fotografia scura, dai toni cupi. Al contrario, immagini luminose e patinate possono creare un’atmosfera sognante, soprattutto se accompagnate da melodie lievi e rilassate. La scelta ponderata dello spettro cromatico da utilizzare gioca un ruolo essenziale se si vuole stimolare una certa emozione, enfatizzare alcuni stati d’animo; si può quasi affermare che su un piano visivo siano importanti quanto le espressioni o la gestualità degli attori.

Uno specifico colore può, quindi  rafforzare la sensazione che una scena trasmette, sfruttando le emozioni che il pubblico associa a certi colori. Comprendere ciò che ogni colore può suscitare emotivamente e psicologicamente può diventare quindi per un regista un modo per ottimizzare la propria capacità di narrazione.

Rosso
Probabilmente uno dei colori più potenti da mostrare su uno schermo, il rosso è anche quello con più significati. Di solito i registi che ne fanno un uso massiccio stanno cercando di incrementare un senso di rabbia, pericolo imminente, dolore o morte. Se inserito in un contesto romantico, il rosso può trasformarsi nel simbolo della passione di due amanti, assumendo un connotato erotico e differente.

Arancione
Spesso associato alle atmosfere esotiche, al calore e all’energia, questo colore se usato nel modo giusto può stimolare una sensazione di pericolo imminente, come un avvertimento.

Giallo
Quando in un film prevale questa tonalità, il più delle volte il regista vuole portare alla mente pensieri positivi e felicità. È un colore forte ed importante ma allo stesso tempo capace di rilassare la mente.

Verde
Uno dei colori più particolari, in grado di cambiare totalmente il suo significato in base al luogo in cui è inserito. Un’ambientazione selvaggia e immersa nel verde della vegetazione può dare sia allo spettatore che ai personaggi un senso di  rinascita e sfida alla sopravvivenza. Tuttavia, un ambiente chiuso o casalingo dalle tonalità verdi, può dare al contrario una sensazione di noia e monotonia.

Blu
Il colore freddo per eccellenza solitamente accompagna pensieri positivi, tranquillità o un senso di meraviglia. In molti casi, può anche rendere l’idea di isolamento e solitudine.

Viola
Uno dei colori più seduttivi, spesso associato al mistero, l’ambiguità – sessuale in molti casi – e la stravaganza.

Rosa
Questo colore può avere diversi significati in base alla tonalità con cui si presenta. Un rosa pastello può simboleggiare innocenza, giovinezza e purezza d’animo, se acceso e tendente al fucsia, può essere invece associato ad uno stile posh, alla frivolezza e a personaggi caratterizzati da un look particolarmente glamour.

Un colore, inoltre, è significativo non solo preso nella sua singolarità ma anche nell’accostamento con gli altri colori scelti per la realizzazione del film. Tali combinazioni possono svilupparsi secondo i seguenti schemi:

  • Monocromatico: accostamento di tonalità di un unico colore che creano un sentimento armonico, morbido, rilassante.
  • Analogo: accostamento di colori vicini nella ruota dei colori. Il risultato è una sensazione di armonia e coerenza.
  • Complementare: accostamento di quei colori che nella ruota dei colori risiedono uno all’opposto dell’altro, creando una sensazione di contrasto e tensione.
  • Triadico: questo accostamento associa tre colori disposti in modo distanziato ma uniforme lungo la ruota dei colori. È lo schema meno comune in cinematografia ma può dare un aspetto incredibilmente vibrante alla scena.

In generale, un colore non lo si può valutare né percepire separatamente e in assoluto ma solo in relazione ad altro o più colori. Tra due colori accostati c’è sempre un gioco di forze, un ‘braccio di ferro’ che ne fa’ il carattere, l’espressività, il valore dell’accostamento cromatico. Uno domina sull’altro, in un gioco di sospensioni che crea una ‘vibrazione’, nella percezione visiva che è per l’occhio un vero “lavoro”. E’ questo che rende un accostamento cromatico più o meno piacevole, dinamico, statico, espressivo, vivace che può affaticarci a tal punto da distogliere lo sguardo.

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